Quali sono le sanzioni penali per il decreto 81/2008 e s.m.i. applicabili all'amministratore di condominio, quando è datore di lavoro di portieri, custodi o lavoratori affini?
Non certo quelle che fanno riferimento all'art.18 del decreto, come sostiene un articolo del numero di novembre/dicembre di una rivista per amministratori edita a Roma. Infatti l'art.18 all'amministratore di condominio datore di lavoro non si applica, perchè - dovrebbe essere ormai chiaro a tutti - quando c'è un dipendente soggetto al contratto collettivo dei proprietari di fabbricati il decreto 81 si applica solo all'art.3 comma 9 e all'art.26, quest'ultimo per i lavoratori di appalti non edili (mentre per i lavori edili vige il titolo IV, che non costituisce oggetto di queste note).
Siccome l'art.3 comma 9 fa riferimento agli articoli 36 e 37 e al titolo III sulle attrezzature, vanno individuate le sanzioni che facciano riferimento agli articoli 36 e 37 ed al titolo III, oltre ovviamente all'art.26.
Gli articoli utili del decreto 81 sono quindi solo due:
- l'art.55, comma 5, lettere da a) a d) per violazioni degli articoli 26, 36 e 37 (con arresto da 2 a 4 mesi o con sanzioni pecuniarie da 750 a 6.000 euro);
- l'art.87 per violazioni del titolo III (con arresto da 2 a 6 mesi o con sanzioni pecuniarie da 500 a 4.800 euro).
mercoledì 27 gennaio 2010
sabato 23 gennaio 2010
La seconda edizione del manuale pratico!
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SICUREZZA sul LAVORO nel CONDOMINIO: è disponibile la seconda edizione del manuale pratico di millescale.
Il libro che non c'era.
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venerdì 22 gennaio 2010
Nasce a Milano l'Osservatorio sulla Sicurezza del Lavoro
La sicurezza sul lavoro è una materia che ha "una natura piuttosto complessa poiché coinvolge discipline giuridiche, tecniche, tecnologiche, scientifiche e anche mediche, ponendo agli addetti ai lavori seri problemi di interpretazione e applicazione. Spesso, infatti, si registrano diversità di interpretazione che nell'applicazione delle nuove norme creano confusione o addirittura contraddizione tra gli operatori e i magistrati" (Francesco Barela, direttore regionale Inail Lombardia).
E' stato istituito a Milano l'OSL (Osservatorio sulla Sicurezza del Lavoro) tra INAIL, CPT e Tribunale di Milano.
Sarà coordinato dal giudice Bruno Giordano.
E' stato istituito a Milano l'OSL (Osservatorio sulla Sicurezza del Lavoro) tra INAIL, CPT e Tribunale di Milano.
Sarà coordinato dal giudice Bruno Giordano.
sabato 16 gennaio 2010
Lombardia: novità sulle notifiche preliminari on-line
Da quest'anno in regione Lombardia l'invio della notifica preliminare per i cantieri edili può avvenire solamente per via telematica. Ne abbiamo parlato diffusamente sul n.53 di millescale.it, illustrando la procedura passo per passo, ed anche pochi giorni fa in questo breve post.
Dopo l'emersione (ovvia!) dei primi problemi operativi dovuti ad una carenza diciamo così progettuale da parte di chi ha realizzato "l'applicativo", ecco le prime precisazioni della ASL Milano 1:
"Nel caso di inserimento on line di aggiornamenti di notifiche cartacee trasmesse precedentemente al 1° gennaio 2010, il sistema individuerà tale operazione quale “prima” trasmissione. Non sarà possibile inserire la data effettiva di apertura cantiere (ad esempio 10 ottobre 2009), perché il sistema consente – salvo ipotesi codificate – di inserire solo date successive a quella di inserimento dell’atto. Nel campo “note” (disponibile con il prossimo rilascio dell’applicativo “cantieri”) dovrà essere specificato che si tratta di un aggiornamento e dovranno essere riportati i riferimenti utili alla rintracciabilità della prima notifica (data di trasmissione, n° protocollo)."
La sanzione del d.lgs 81/2008, in caso di omessa notifica e/o di omessa trasmissione della notifica al Comune (quando esiste una pratica edilizia), è la sospensione del titolo abilitativo. Il sistema informatico messo in piedi dalla Regione Lombardia per ora non è accessibile ai comuni lombardi, ma sono in corso contatti affinchè questo collegamento avvenga automaticamente.
Intanto incominciano i dibattiti sui forum specializzati. Molto istruttivo questo. La sensazione è che prima o poi qualcuno potrebbe avere dei guai grazie ad una semplificazione burocratica...
Dopo l'emersione (ovvia!) dei primi problemi operativi dovuti ad una carenza diciamo così progettuale da parte di chi ha realizzato "l'applicativo", ecco le prime precisazioni della ASL Milano 1:
"Nel caso di inserimento on line di aggiornamenti di notifiche cartacee trasmesse precedentemente al 1° gennaio 2010, il sistema individuerà tale operazione quale “prima” trasmissione. Non sarà possibile inserire la data effettiva di apertura cantiere (ad esempio 10 ottobre 2009), perché il sistema consente – salvo ipotesi codificate – di inserire solo date successive a quella di inserimento dell’atto. Nel campo “note” (disponibile con il prossimo rilascio dell’applicativo “cantieri”) dovrà essere specificato che si tratta di un aggiornamento e dovranno essere riportati i riferimenti utili alla rintracciabilità della prima notifica (data di trasmissione, n° protocollo)."
La sanzione del d.lgs 81/2008, in caso di omessa notifica e/o di omessa trasmissione della notifica al Comune (quando esiste una pratica edilizia), è la sospensione del titolo abilitativo. Il sistema informatico messo in piedi dalla Regione Lombardia per ora non è accessibile ai comuni lombardi, ma sono in corso contatti affinchè questo collegamento avvenga automaticamente.
Intanto incominciano i dibattiti sui forum specializzati. Molto istruttivo questo. La sensazione è che prima o poi qualcuno potrebbe avere dei guai grazie ad una semplificazione burocratica...
sabato 9 gennaio 2010
Le FAQ di millescale.it
venerdì 8 gennaio 2010
Ma in che mondo viviamo?
Notizia 1: Arrestato il comandante dei vigili del fuoco - tangenti sulle certificazioni anticendio.
Notizia 2: Il giudice dispone l'assunzione a tempo indeterminato di un'operaia, dichiarando illegittime le proroghe dei contratti a termine, e l'azienda si adegua, accettandone il reintegro nel posto di lavoro, ma distacca la dipendente in India per un anno.
Notizia 2: Il giudice dispone l'assunzione a tempo indeterminato di un'operaia, dichiarando illegittime le proroghe dei contratti a termine, e l'azienda si adegua, accettandone il reintegro nel posto di lavoro, ma distacca la dipendente in India per un anno.
mercoledì 6 gennaio 2010
"Mancava un pilastro"
Digitando questa frase su Google, relativa al crollo di un'ala della Casa dello Studente dell'Aquila, si trovano decine di riferimenti agli articoli dei giornali on-line.
Per adesso, tutti bravi a stigmatizzare la "mancanza di un pilastro" in un edificio nato come magazzino nel 1965. Senza notare (come potrebbero? sono profani per professione) che se per 44 anni l'edificio sta su senza un pilastro, o il progettista era il mago Houdini oppure il pilastro non è affatto detto che servisse in quella precisa posizione.
Nessuno vuole minimizzare le staffe mal distribuite, il calcestruzzo "magro", i carenti controlli in corso d'opera, gli attraversamenti impiantistici irriguardosi delle strutture: questi sono fatti incontrovertibili. Ma certo che accusare i tecnici incaricati delle successive manutenzioni, perchè non hanno fatto quanto nessuno gli aveva chiesto (cioè di verificare la stabilità dell'intero edificio).... Oppure sostenere che 400 chili di pannelli solari possano far schiantare una struttura....
Per non parlare della scossa "moderata", ormai banalizzata nonostante diverse opinioni contrarie.
Per fortuna iniziano a levarsi voci stigmatizzanti la spettacolarizzazione di frasi che, in sè, non rappresentano niente altro che la voglia di sollevare altro fumo, di alimentare altri dibattiti vuoti. Come se qualcuno, il tragico risultato di un terremoto, non lo avesse abbondantemente anticipato (no, non stiamo parlando del ricercatore Giuliani).
In ogni caso, politici ed amministratori locali possono stare tranquilli: la colpa della mancata manutenzione la diamo sempre ed esclusivamente ai tecnici. Infatti, come scrive oggi il Centro, per quanto concerne le necessarie procedure di manutezione, nei passaggi di proprietà dell’edificio progettato nel 1965, «dalle informazioni e dagli atti documentali reperiti, non risulta essere mai stato richiesto, né eseguito, alcun controllo atto ad avere cognizione delle capacità di resistenza del palazzo ai carichi verticali e alle azioni orizzontali. Il fabbricato che, a parere dei periti, «già nasceva con una concezione strutturale non adatta alla resistenza al terremoto, tale è rimasto anche quando è diventato un edificio pubblico, per di più utilizzato come alloggio per gli studenti».
E' proprio vero, mancava un pilastro.
[Aggiornamento dell'8 gennaio 2010: sulla questione è stata aperta una discussione anche sul forum degli ingegneri.]
Per adesso, tutti bravi a stigmatizzare la "mancanza di un pilastro" in un edificio nato come magazzino nel 1965. Senza notare (come potrebbero? sono profani per professione) che se per 44 anni l'edificio sta su senza un pilastro, o il progettista era il mago Houdini oppure il pilastro non è affatto detto che servisse in quella precisa posizione.
Nessuno vuole minimizzare le staffe mal distribuite, il calcestruzzo "magro", i carenti controlli in corso d'opera, gli attraversamenti impiantistici irriguardosi delle strutture: questi sono fatti incontrovertibili. Ma certo che accusare i tecnici incaricati delle successive manutenzioni, perchè non hanno fatto quanto nessuno gli aveva chiesto (cioè di verificare la stabilità dell'intero edificio).... Oppure sostenere che 400 chili di pannelli solari possano far schiantare una struttura....
Per non parlare della scossa "moderata", ormai banalizzata nonostante diverse opinioni contrarie.
Per fortuna iniziano a levarsi voci stigmatizzanti la spettacolarizzazione di frasi che, in sè, non rappresentano niente altro che la voglia di sollevare altro fumo, di alimentare altri dibattiti vuoti. Come se qualcuno, il tragico risultato di un terremoto, non lo avesse abbondantemente anticipato (no, non stiamo parlando del ricercatore Giuliani).
In ogni caso, politici ed amministratori locali possono stare tranquilli: la colpa della mancata manutenzione la diamo sempre ed esclusivamente ai tecnici. Infatti, come scrive oggi il Centro, per quanto concerne le necessarie procedure di manutezione, nei passaggi di proprietà dell’edificio progettato nel 1965, «dalle informazioni e dagli atti documentali reperiti, non risulta essere mai stato richiesto, né eseguito, alcun controllo atto ad avere cognizione delle capacità di resistenza del palazzo ai carichi verticali e alle azioni orizzontali. Il fabbricato che, a parere dei periti, «già nasceva con una concezione strutturale non adatta alla resistenza al terremoto, tale è rimasto anche quando è diventato un edificio pubblico, per di più utilizzato come alloggio per gli studenti».
E' proprio vero, mancava un pilastro.
[Aggiornamento dell'8 gennaio 2010: sulla questione è stata aperta una discussione anche sul forum degli ingegneri.]
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